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Carola Rackete, una donna che non teme nulla

I 42 naufraghi aspettano ancora il nullaosta da parte del ministro dell’interno Salvini

Da giorni è la notizia della Sea Watch 3, con a bordo 42 migranti, che da 15 giorni vaga nel mare. Ieri, il Comandante Carola Rackete, nonostante il divieto di ingresso in acque italiane, ha condotto la nave fino al porto di Lampedusa. I migranti esausti stanno aspettando ancora il nullaosta allo sbarco da parte del ministro dell’Interno Salvini. All’arrivo “le autorità italiane – afferma Carola – sono appena salite a bordo e ci hanno controllato i documenti, ma non ci fanno sbarcare”.

Chi è Carola Rackete?

Carola prima di tutto è una donna, 31 anni, passaporto tedesco, ha frequentato tre università, parla 5 lingue e ha passato una vita in mare. A soli 23 anni è al timone di una nave rompighiaccio nel Polo Nord per uno dei maggiori istituti oceanografici tedeschi, l’Alfred Wagner Instituite. A 25, invece, diventa secondo ufficiale della Ocean Diamond, con cui effettua altre spedizioni polari. A 27 è a bordo della Arctic Sunrise di Greenpeace, per poi iniziare a pilotare piccole barche che si spingono fino alle acque più a nord del pianeta, fra le isole Svalbard nel mar Glaciale Artico, e lavorare al fianco della British Antartic Survey. Nel 2016 comincia a collaborare con la Sea Watch e all’impegno per l’ambiente e la natura accosta quello politico. Diventa volontaria specializzata in aiuto umanitario e soccorso in caso di calamità: quindi la posizione di coordinatrice e responsabile dei contatti con Moonbird e Colibrì, i due aerei di ricognizione dell’organizzazione tedesca.

Sfida tra Carola e il ministro Salvini?

Il ministro Savini la chiama “sbruffoncella”. “Mi sono rotto le palle – continua – che l’Italia sia trattata da alcuni organismi internazionali e da alcuni paesi europei come un paese di serie B”. Poi, parlando a Porta a Porta, Salvini ha aggiunto: “Sei nata bianca, ricca e tedesca, fai volontariato in Germania, stai a casa tua. E’ la capitana eroina della sinistra, di Saviano e della Boldrini. Io non autorizzo nessuno sbarco se ne stanno occupando i magistrati, mi pare che ci siano reati” in risposta a quanto ha detto Carola: «Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità».

Carola è insieme ad altre dieci donne del team di Sea Watch 3 tra cui la dottoressa Verena che ha curato i migranti in queste due settimane al largo, “vi prego – dice – fateci sbarcare che loro non ce la fanno più” e Haidi, la mediatrice culturale che con pazienza spiega ai 42 cosa sta succedendo. Carola fa quello che prima nessuno aveva mai fatto. Ieri decide di girare il timone verso le coste italiane, al porto di Lampedusa. “Mi ricevete? Sto entrando nelle vostre acque italiane”, così alla radio Carola parla con voce ferma, in inglese perfetto. “Basta – continua – ho deciso di entrare in porto a Lampedusa, so a cosa vado incontro ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. 

Cosa rischia Carola?

Incriminazione per favoreggiamento di immigrazione clandestina, il sequestro della nave e una multa da 50 mila euro. Ma lei ferma dichiara “non riporterò i migranti in Libia, né tantomeno in Olanda, vorrebbe dire circumnavigare l’Europa, sarebbe ridicolo”. I sovranisti le dicono che è una figlia di papà.