fbpx
TEAM CK EDUCATION

Dai banchi universitari lucani a quelli nazionali. L’idea vincente di Cervellotik Education

Ivo Marino, Ingegnere e CEO Cervellotik Education, è uno dei fondatori di una realtà digitale educativa made in Basilicata.

La loro SchoolUP è l’innovativa piattaforma per la didattica digitale per progetti di Alternanza Scuola Lavoro creata dal team potentino e che è stata inserita tra le “40 storie di successo” dal Ministero della Pubblica Istruzione per l’anno scolastico 2015/2016.

Cervellotik S.r.l. è una startup innovativa tutta lucana che nasce nel 2014 al termine di un percorso di pre-incubazione presso Basilicata Innovazione.

Il raggio di azione della Cervellotik srl è l’on-line education e si propone al mercato nazionale oltre che regionale con prodotti e servizi per la didattica digitale attraverso la piattaforma innovativa dal nome Schoolup.

Quando e come nasce Cervellotik Education?

Il team nasce tra i banchi universitari. Per caso, un giorno di cinque anni fa circa, all’università leggendo un volantino che pubblicizzava una competizione tra start up decisi di presentare una mia proposta progettuale, insieme alla mia squadra che è parte del mio attuale team.

Nella fattispecie l’idea si chiamava Refree- Referee Free ovvero Arbitro Libero, nasceva dalla mia grande passione per il calcio e consisteva nella realizzazione di un taccuino digitale indossabile che aiutasse gli arbitri nel loro arduo e contestabile lavoro.

Era luglio del 2012 e vinciamo questa bellissima ed interessante competizione che ci ha portati ad evolvere il nostro progetto, risultato obsoleto per la somiglianza con altri idee presenti sul mercato. Decidemmo così di creare una impresa attingendo ad un’altra mia idea progettuale Cervellotik, che nasceva da una reale esigenza di studio universitario, l’esigenza di vedere come si svolgessero praticamente degli esercizi.

Da qui la necessità di creare un posto digitale, una piattaforma dove studenti potessero incontrare dei cervelloni, laureati e laureandi, in grado di dare soluzioni ai loro problemi.

Cervellotik era una idea che si espandeva oltre i confini regionali. È così?

Sì, abbiamo lasciato l’inflazionata idea del taccuino per entrare nell’incubatore d’impresa con Cervellotik. La fase formativa e di testing oltre che di monitoraggio è durata per circa un anno per concludersi nel 2014 con la presenza ufficiale online, perché aveva un appeal nazionale ma anche internazionale, chiunque da qualsiasi parte poteva chiedere un supporto, aiuto e qualsiasi cervellone poteva candidarsi per risolverlo. Siamo arrivati ad avere un’utenza di circa 10mila persone.

Ci sono state delle difficoltà, momenti di sconforto?

Sì, mancava un finanziatore privato che coprisse il 30%, come richiesto da bando. Dopo aver girato l’Italia, e fatto tutte le operazioni di ricerca di finanziatori utilizzando il crowfounding e proponendo la nostra idea, stavamo esaurendo il periodo utile e credevamo di dover abbandonare per sempre il nostro sogno, ma proprio in quel momento grazie al Dott. Imbrogno della Meridiana Italia, che ha creduto in noi che siamo riusciti a portare avanti il nostro progetto che è oggi una azienda.

Così, nel maggio del 2016 riceviamo un investimento seed in un’operazione di venture capital con l’ingresso nella compagine societaria di due co-investitori, Memory Consult Srl e Sviluppo Basilicata Spa.

La nostra idea progettuale iniziale si è adattata al settore della scuola, mettendo in piedi una piattaforma web che propone dei percorsi di didattica digitale.

La vostra piattaforma si chiama SchoolUP, cosa proponete nello specifico?

SchoolUp è una piattaforma web pensata per la didattica digitale, per l’Alternanza Scuola Lavoro, per il contrasto alla dispersione scolastica e alla povertà educativa. Abbiamo iniziato nel 2015/2016 con un progetto pilota con due scuole di Potenza, l’Istituto Gianturco e il Nitti creando una piattaforma beta e già con questa siamo rientrati nelle buone pratiche del Miur. Ora il prodotto perfezionato si è diffuso a livello nazionale, in circa 12 regioni italiane, con 15mila ragazzi che utilizzano la nostra rete e seguono percorsi con SchoolUp.

I nostri sono corsi pre-strutturati, extracurriculari che vanno dalla “creazione di startup competitive” alla “creazione di curriculum vitae”, dal percorso “mi trovo un lavoro” a quello del “il mio primo colloquio” fino al percorso “scrittura creativa e digitale” con la creazione di ebook e audiolibri e “professione digitale blogger”.

Cosa sono le SCHOOLUPPIADI?

Sono le olimpiadi di SchoolUP, un evento nazionale che organizziamo e dove vengono selezionati i migliori team, di ogni sezione relativa ai percorsi che offriamo, e arrivano qui in Basilicata in occasione della premiazione ufficiale.

Prossimi progetti?

Abbiamo già iniziato delle collaborazioni con soggetti terzi, enti pubblici e privati, fondazioni e associazioni che già erogano percorsi scolastici o che intendono proporre corsi nelle scuole.

In particolare abbiamo siglato un accordo con la Fondazione ANT Italia Onlus promuovendo la sana alimentazione e prevenzione per una buona salute attraverso un percorso articolato con piattaforma, materiale multimediale, attività in classe ed un contest.

Quanto è difficile emergere in Basilicata?

È difficilissimo, lo è anche nel resto d’Italia. In Basilicata sembra tutto più complicato perché bisogna misurarsi con una realtà che presenta numerose lacune sotto tutti i punti di vista.

Uno dei maggiori problemi è ad esempio la mancanza di infrastrutture adeguate, la viabilità e la lontananza con le principali città metropolitane italiane, e questo comporta di conseguenza uno scarso appeal nei confronti di eventuali investitori del Nord. Vi è maggiore scambio e interconnessione con aziende di alto livello sul territorio nazionale, perché ovviamente il tessuto imprenditoriale lucano è più limitato rispetto a quello lombardo ad esempio.

Ma sono le stesse complicazioni a diventare anche un punto di forza perché essendo minori le aziende che puntano e lavorano sull’innovazione tecnologica, sul digitale, c’è meno concorrenza e quindi maggiore possibilità di emergere.

Che messaggio senti di dare ad un giovane che vuole intraprendere la strada dell’autoimprenditorialità?

Personalmente non è semplice, i problemi strutturali ci sono, metà però dipendono da noi. Per questo bisogna lavorare sulla metà dei problemi che possiamo eliminare soltanto credendoci, lavorando sodo con positività ma anche un po’ folli.

L’unico modo di fare un ottimo lavoro è amare quello che fai. Se non hai ancora trovato ciò che fa per te, continua a cercare, non fermarti, come capita per le faccende di cuore, saprai di averlo trovato non appena ce l’avrai davanti.

E, come le grandi storie d’amore, diventerà sempre meglio col passare degli anni. Quindi continua a cercare finché non lo troverai. Non accontentarti. Sii affamato. Sii folle.

Steve Jobs