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Ex Luccioni, davanti alla Regione per chiedere dignità

Dignità: è ciò che in sintesi chiedono i 29 lavoratori della ex Clinica Luccioni che ieri hanno ribadito l’intenzione di restare in presidio permanente davanti alla sede della giunta regionale della Basilicata in via Verrastro a Potenza.

Fra qualche giorno, il 9 maggio, saranno due anni che questi medici, infermieri, tecnici, operatori, cuochi e altre figure sono stati licenziati. Ieri, l’ennesimo appello pubblico dei sindacalisti – i segretari di Fp Cgil Giuliana Scarano, Cisl Fp Pasquale Locantore e Uil Fpl Raffaele Pisani – proprio il giorno prima che il nuovo presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi, prenda possesso delle sue piene funzioni.

Si parla, da qualche tempo, di una flebile speranza per i 29 lavoratori: la proposta di un’azienda sanitaria che avrebbe chiesto il “parere di compatibilità” alla Regione per riattivare la chirurgia clinica. Potrebbe portare alla riassegnazione degli 80 posti letto a una nuova società. Per sapere se si tratti di una bolla di sapone o di una effettiva opportunità bisognerà attendere che ne discuta la giunta regionale. Quella uscente non l’ha fatto, si aspetta la risposta di quella entrante.

Bisogna, però, fare presto: i lavoratori hanno terminato l’indennità di disoccupazione. E le possibilità che riescano tutti a trovare di nuovo lavoro si riducono ogni giorno di più.

La Clinica Luccioni era una delle strutture storiche della sanità privata lucana. Non pochi fra i potentini – e fra i lucani – vi sono nati. Nel gennaio del 2017 l’Asp ha deciso di non rinnovare più la convenzione. Ne è seguita la decisione da parte dell’azienda di licenziare.

L’11 aprile scorso i lavoratori hanno scritto un appello a Bardi perché intervenga, anche a difesa del «bisogno  di salute dei cittadini lucani», ricordando la vicenda e dicendosi «indignati per l’ingiustizia subita». Nel passaggio clou della lettera si augurano, appunto, che «la dignità sia ancora considerato  un valore per un paese democratico».

Nei mesi scorsi, si ricordano le parole del segretario della Cgil lucana, Angelo Summa, contro Flavia Franconi, ex assessore alla Salute, la cui«completa assenza» sarebbe stata legata, secondo il sindacalista, a preoccupazioni di carattere meramente elettorale piuttosto che di attenzione alle crisi aperte nel settore. E di silenzio la giunta regionale era stata accusata anche a dicembre. Ma sotto l’albero di Natale non era arrivata alcuna risposta.