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Inchiesta: lo scandalo del Csm

Nel mirino anche il lucano d’adozione Luigi Spina, membro Csm. Il senatore M5S Arnaldo Lomuti, membro della Commissione Giustizia: “ricordarsi che il potere giudiziario, come sancisce la Carta Costituzionale, appartiene al popolo”

“Immediatamente le dimissioni” richiede, in un documento, l’Associazione nazionale magistrati del distretto di Potenza per i consiglieri del Consiglio Superiore della Magistratura coinvolti nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia su nomine e rapporti con la politica. “I consiglieri – continua – e tutti i magistrati non devono avere alcun rapporto con centri occulti di potere politico o affaristico, da chiunque rappresentanti, secondo quanto previsto dall’articolo 10 del codice etico”.

Le parole del consigliere del Csm, Giuseppe Cascini, si può “paragonare l’attuale inchiesta allo scandalo P2 degli anni Ottanta”, quando la loggia massonica, a cui erano affiliati alcuni magistrati, decideva al suo interno gli incarichi delle corti italiane. 

Secondo Arnaldo Lomuti – senatore del M5S, membro della Commissione Giustizia, e Commissione ecomafie, vicepresidente del Direttivo M5S in Senato – dichiara “Lo scontro in atto al vertice del CSM, l’organo di autocontrollo delle toghe, desta preoccupazioni nelle istituzioni e nei cittadini per la tenuta degli equilibri giudiziari e politici del Paese”.
 
“La Magistratura (vedi inchiesta Procura di Perugia) – continua – ha dimostrato di avere sufficienti anticorpi e, tuttavia, già da tempo, ha mostrato la indifferibile necessità di autoriformarsi, cosa che avrebbe evitato degenerazione correntizie e potenziali promiscuità con il potere politico”.

“Naturalmente, e me lo auguro, – conclude – è compito della Magistratura individuare differenti procedimenti elettorali, misure idonee ad evitare il fenomeno delle c.d. porte girevoli tra funzioni giudiziarie e mandati politici elettivi. Fondamentale è ricordarsi che il potere giudiziario, come sancisce  la Carta Costituzionale, appartiene al popolo”.

Per le vostre riflessioni qui di seguito l’approfondimento. Il Csm deve continuare a vivere o deve morire?

Che cos’è il Csm? Che funzione ha?

Il Csm è l’organo che amministra la magistratura ordinaria, garantendone autonomia e indipendenza dagli altri poteri. Sulla base di questi principi, il Csm dovrebbe rappresentare l’argine che separa il potere legislativo da quello giudiziario, quindi la politica e i partiti dal mondo della giustizia. 

Il Csm giudica le condotte disciplinari più rilevanti dei magistrati e si occupa dei provvedimenti che riguardano lo status degli stessi in ogni passaggio della loro carriera: 

  • assunzione attraverso un concorso pubblico
  • procedure di assegnazione e trasferimento
  • promozioni
  • cessazione del servizio

Le elezioni dei membri togati si svolgono attraverso delle liste di candidati che rispondono a delle “correnti” presenti all’interno della magistratura sin dai primi anni Sessanta, distinte tra loro per orientamento politico: Magistratura Indipendente (centro-destra), Unità per la Costituzione (centro), Magistratura democratica e Movimento per la giustizia (sinistra), riunite sotto la corrente Area democratica per la Giustizia e infine Autonomia e Indipendenza. Le correnti creano legami forti per le nomine dei magistrati, come vedremo.

Chi è Luca Palamara?

Luca Palamara è un potentissimo ex presidente dell’Anm (Associazione Nazionale Magistrati) ed ex membro del Csm. In questi giorni ha svelato alcuni meccanismi interni alla magistratura, in particolare modalità discutibili con cui venivano decise le nomine e le sanzioni disciplinari e parla nel momento in cui viene a sapere di essere indagato.

Palamara avrebbe ricevuto denaro, viaggi e gioielli da alcuni lobbisti, con cui intratteneva stretti rapporti di amicizia, in cambio dell’influenza in alcune sentenze. Infatti, Palamara è accusato di corruzione e di aver cercato di influenzare la nomina del prossimo procuratore capo di Perugia e del successore procuratore capo di Roma Giuseppe Pignatore, in pensione dall’8 maggio. Il capoluogo umbro è importante per le competenze sulle indagini che riguardano i magistrati romani, come lo stesso Palamara. 

Il magistrato avrebbe ricevuto mazzette per facilitare il lobbista Fabrizio Centofanti e gli avvocati Piero Amara e Giuseppe Calafiore, indagati anche loro per corruzione e già al centro dell’inchiesta sulle presunte sentenze pilotate in Consiglio di Stato. I tre avrebbero “corrisposto varie e reiterate utilità a Palamara” quando era consigliere del Csm. In particolare, nel 2016, Palamara avrebbe ricevuto 40mila euro per facilitare la nomina, mai andato in porto, a procuratore capo di Gela di Giancarlo Longo. 

Palamara e l’incontro con gli altri membri del Csm

Ultimo aggiornamento: anche Corrado Cartoni si è dimesso.

I consiglieri del Csm Luigi Spina (Unicost), Gianluca Morlini (Unicost) e Antonio Lepre (Magistratura Indipendente) si sono dimessi e Corrado Cartoni (Magistratura Indipendente) e Paolo Criscuoli (Magistratura Indipendente) si sono autosospesi. I membri del Csm avrebbero intrattenuto rapporti e partecipato a diversi incontri con lo stesso Palamara ed esponenti del mondo politico con il fine di influenzare nomine e promozioni. Non avrebbero commesso reati, ma il loro comportamento ha gettato “discredito” sull’intera categoria. Il Csm ha comunque promosso un’azione disciplinare nei loro confronti.

La corrente della Magistratura Indipendente ha chiesto con un documento che i consiglieri rientrassero nel Csm, in aperto contrasto con le posizioni dell’Anm. Da ciò le dimissioni del presidente Pasquale Grasso: “A volte arriva un momento in cui la casa natale ci sta stretta e si rischia di litigare inutilmente pur se tutti animati dal bene della famiglia. Si iniziano a vedere le cose in modo diverso. È nella natura delle cose umane”. 

Palamara e l’incontro con i politici Lotti e Ferri

Luca Lotti – parlamentare PD, sottosegretario alla presidenza del Consiglio nel governo di Matteo Renzi e ministro dello sport nell’esecutivo guidato da Paolo Gentiloni – e Cosimo Ferri – parlamentare PD ed ex sottosegretario alla giustizia – non sono indagati ma avrebbero pilotato le nomine del procuratore di Roma e Perugia. A prova di questo ci sarebbero delle intercettazioni telefoniche. Non a caso Lotti, proprio a Roma, è iscritto, anche, al registro degli indagati sul caso Consip. Lotti dichiara “fango su di me”. Inoltre, nell’aria c’era anche il possibile trasferimento di Creazzo, da Firenze a Reggio Calabria. Creazzo è colui che ha promosso l’inchiesta contro i genitori di Matteo Renzi e un suo spostamento sarebbe stato vantaggioso per gli incriminati. 

Il legame tra Palamara e il lucano d’adozione Luigi Spina

In particolare, Luigi Spina è stato l’ex capoufficio Gip del Tribunale di Potenza. Lucano d’adozione, sposato con il presidente del Tribunale di Sorveglianza di Potenza, Paolo Stella, Spina, nel 2017, lascia Potenza per trasferirsi a Castrovillari in qualità di sostituto procuratore. La scelta era motivata dal fatto che come Pm sarebbe stato più facile per lui – come di fatto poi è avvenuto – accedere a un posto nel Csm. L’anno scorso è stato eletto, per la corrente Unicost (Unità per la Costituzione, di cui fa parte anche Palamara), con mille e 770 voti. È accusato di “rivelazione del segreto d’ufficio” e favoreggiamento per aver informato il Pm Palamara sugli sviluppi dell’indagine a suo carico. A prova ci sono delle intercettazioni con Palamara. In una conversazione mattutina del 9 maggio scorso Spina “comunica che all’esposto di Fava (contro Pignatore e Ielo) è allegato un cd che sarebbe stato secretato, siccome un angelo custode ce l’ho io…sei spuntato te, m’è spuntato Stefano che è mio amico storico”. Anche il magistrato romano Stefano Fava è indagato per rilevazione del segreto d’ufficio e favoreggiamento.

Palamara si difende

“Voglio dimostrare che non sono e non sarò mai un corrotto e che non sono mai stato eterodiretto da nessuno nelle mie scelte. In una seconda fase, chiarirò i miei rapporti con Cosimo Ferri, Luca Lotti e altre persone con le quali, viste le cariche che ho ricoperto dal 2008 in poi, ho avuto frequentazioni. Chiederò, però, che il mio nome non venga strumentalizzato per qualsiasi vicenda. Non sono mai stato collaterale a nessun partito politico e mai ho svolto incarichi fuori ruolo di diretta dipendenza politica”.

“Mai messo in discussione – sostiene Palamara – il mio rispetto per la carica istituzionale del vicepresidente del Csm e più in generale delle prerogative dei singoli consiglieri. Non ho mai piegato la mia funzione a fantomatici interessi del gruppo Amara, della cui attività sono totalmente all’oscuro avendo avuto rapporti di amicizia e frequentazione esclusivamente con Fabrizio Centofanti”.

“Ho consegnato ai PM di Perugia – conclude – tutti i dettagli sulle spese da me sostenute dal 2011 a oggi: estratti conto, prelevamenti e ogni movimento bancario”.

La posizione del Quirinale e del ministro della giustizia Alfonso Bonafede

Dal Quirinale giungono voci di un presidente della Repubblica “profondamente contrariato” da ciò che sta trapelando dall’inchiesta e che ha fatto pesare il suo ruolo chiedendo che si svolgano in tempi brevi le elezioni per sostituire i membri del Csm che si sono dimessi o autosospesi. 

Nella serata di giovedì 13 giugno il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che, come ricordato, è anche presidente del Csm, e, proprio in base alle prerogative di questo suo ruolo, ha indetto con atto formale per i giorni 6 e 7 ottobre le elezioni due membri del consiglio che si sono dimessi nelle ultime settimane. Considera queste elezioni suppletive come un primo passo per “voltare pagina” e restituire alla magistratura “il prestigio e la fiducia che le note vicende hanno incrinato”. Per il colle c’è, inoltre, la necessità che vengano cambiate le procedure di elezione del Csm: per questo non è stata scelta la via dello scioglimento anticipato del Consiglio. 

“La situazione è chiaramente grave. Questa gravità – afferma Bonafede – va affrontata dalle istituzioni che devono rimanere compatte. La magistratura italiana è di un livello altissimo, una delle migliori magistrature al mondo, sicuramente c’è un sistema delle correnti, un sistema contro cui in tanti ci siamo impegnati, anche la magistratura stessa, a combattere”.