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divieto di superalcolici al Parco fluviale del Basento

Potenza, divieto di superalcolici al Parco fluviale del Basento

“Siamo una comunità terapeutica e non vogliamo l’alcol dentro casa”, possibile soluzione per l’Associazione Insieme Onlus?

“Il Parco Fluviale del Basento è diventato un piacevole luogo di ritrovo e socializzazione per migliaia di nostri concittadini, abbiamo perciò ritenuto di disporre questi provvedimenti affinché la sicurezza di tutti sia garantita”. Così il Sindaco di Potenza Mario Guarente esprime – in occasione delle manifestazioni previste dal cartellone “Estate in città 2019” – con l’ordinanza n. 96, il divieto di somministrare, vendere, cedere o consegnare a qualsiasi titolo bevande superalcoliche (con una gradazione alcolica superiore ai 21°), all’interno del Parco fluviale del Basento, dal 12 luglio al 30 settembre 2019. 

Inoltre, “è previsto il divieto, nello stesso Parco e per il medesimo periodo – si legge nella nota del sito istituzionale del Comune di Potenza – di somministrare, vendere, cedere o consegnare a qualsiasi titolo alimenti e bevande in contenitori in vetro o alluminio o in altro materiale potenzialmente utilizzabile quale strumento atto a offendere o a turbare l’incolumità fisica e l’ordine pubblico”.

Potrà questa ordinanza arginare il problema della costruzione del gazebo davanti la comunità terapeutica? Riguarda la questione sollevata dall’Associazione “Insieme” Onlus che affronta temi delicati come persone affette da tossicomanie, bulimie, anoressie, depressioni, dipendenze patologiche e l’alcol a portata di mano è un problema serio per i ragazzi che cercano di disintossicarsi.

Il 27 giugno, l’ufficio stampa “Insieme” ha scritto un post titolato “Fiumi d’alcool alle soglie di una comunità terapeutica” sulla pagina facebook in cui si chiedeva “Da che parte sta l’Amministrazione Pubblica?”. “Quest’estate, proprio ad un palmo dalla esile rete che delimita il nostro luogo di cura e riabilitazione – continua il post – avremo uno di questi chioschi dove si venderanno, insieme alle bibite dissetanti, anche gli alcolici con le sue caratteristiche altamente evocative per i richiami di sostanza. L’estate è già di per sé un momento delicato nel percorso terapeutico dei nostri ragazzi, anche senza un distributore di alcol appena fuori dalla porta di casa, come un canto delle sirene che suona ad ogni sguardo e risuona incessantemente nella loro testa”. 

“Se davvero gli organi regionali e comunali hanno siglato i permessi si sono schierati inconsapevolmente con le dipendenze patologiche, autorizzando la costruzione di un pericolo molto grande, che mette a rischio ogni singolo ragazzo che cerca nel nostro spazio di cura innanzitutto un luogo di protezione, un rifugio. Ci hanno portato la sostanza dentro casa, violando lo scudo protettivo che cerchiamo di mantenere finché ciascuno non sia in grado di proteggersi da sé”. 

Speriamo che l’azione tempestiva che l’Associazione chiedeva possa ritrovarsi in questa ordinanza.